Generalità
Specie e varietà
Esiste una sola specie di mirto, il myrtus communis, che è anche la specie tipo per la famiglia delle myrtacee; di mirto esistono però alcune varietà, indicate in genere dalla zona geografica in cui si sviluppano, come ad esempio myrtus communis var. Tarentina. Una particolare varietà di mirto, di poco dissimile dalla specie tipo, si sviluppa in alcune aree dell’Algeria, e sembra costituisca l’unica reminiscenza dell’antica vegetazione che ricopriva il deserto del Sahara; per questo motivo, i mirti che si sviluppano in una ristretta area vicino al deserto sono legalmente protetti. Esistono anche della varietà orticole di mirto, nate soprattutto per l’esigenza di coltivare la pianta a scopi ornamentali; in vivaio quindi troviamo dei mirti che producono bacche di colore giallo, mirti che producono fiori particolarmente grandi, ma soprattutto varietà di mirto nane, che nel corso degli anni non superano i 65-75 cm di altezza, e possono tranquillamente venire coltivate anche in vaso. Questo perché, il myrtus communis, se coltivato in vaso, tende nel corso degli anni a svuotarsi nella parte bassa, e costringe a costanti cimature della vegetazione, per poterlo mantenere compatto e denso.
Coltivare il mirto
Trattandosi di una pianta della macchia mediterranea, si capisce rapidamente quali siano le esigenze di questa pianta: caldo, sole, terreno molto ben drenato. Anche se in realtà, il mirto, pur sopravvivendo egregiamente anche in zone molto siccitose, con estati torride ed afose, tende a svilupparsi meglio se coltivato in condizioni meno limite: il mirto sopporta abbastanza bene il freddo, e sopravvive anche a gelate di lieve entità e di breve durata; oltre a questo, la coltivazione in un terreno ben drenato, ma ricco di Sali minerali, e le annaffiature periodiche, in modo che il terreno non rimanga asciutto per lunghi periodi di tempo, danno origine ad arbusti molto rigogliosi e sani, con fioritura spettacolari, che quasi coprono completamente il resto della vegetazione. Quindi, scegliamo una aiuola al sole, dove lavoreremo a fondo il terreno, arricchendolo con del fertilizzante a lenta cessione; quando poniamo a dimora il nostro mirto, cerchiamo una zona riparata dai venti invernali, soprattutto se viviamo in una zona con inverni molto freddi. Oltre a questo, ricordiamoci di annaffiare la pianta, da marzo a settembre, attendendo però sempre che il terreno asciughi bene tra due annaffiature. Sicuramente è una pianta resistente, che sopporta molto bene condizioni di coltivazione critiche, come il caldo di agosto, o la siccità estiva, ma evitiamo di lasciarlo esposto a tali condizioni per lunghi periodi di tempo. La caratteristica più interessante di questi piccoli arbusti è scuramente la fioritura, siccome queste piante producono fiori sui rami dell’anno, è controproducente praticare potature drastiche, ma si consiglia di diradare periodicamente la chioma, e di rimuovere i rami rovinati dalle intemperie, o eventuali succhioni che si sviluppano alla base del fusto.
Parassiti e malattie
Tipicamente il mirto tende a non venire rovinato eccessivamente dai parassiti; la vita in un clima piovoso e freddo può però comprometterne la salute e dare vita ad una pianta malaticcia, lo stesso dicasi per una posizione di coltivazione in un luogo scarsamente soleggiato; gli eccessi di annaffiature dapprima causano il manifestarsi di fogliame giallastro, e in seguito possono portare a malattie fungine delle radici, che portano la pianta alla morte. Un clima invernale molto rigido, con gelate intense e persistenti, può causare vistose bruciature sulle foglie più esterne, che andranno asportate in primavera, per favorire lo sviluppo di nuova vegetazione. In primavera la pianta può venire attaccata dagli afidi, che si annidano sui nuovi germogli e sui boccioli.
Propagare il mirto
I piccoli frutti hanno poca polpa, che racchiude i semi; questi semi possono venire privati della polpa, lasciati asciugare, e seminati in vaso, in modo da poter tenere le giovani piante in luogo riparato, e da poterle spostare in caso di intemperie o di freddo intenso.
Le talee si preparano in primavera inoltrata o in estate: si prelevano gli apici dei rami possibilmente senza fiori, e si staccano le ramificazioni e il fogliame nella parte bassa; il rametto viene quindi immerso nell’ormone radicante e interrato in un substrato costituito da terriccio universale e sabbia, che andrà mantenuto in luogo caldo e semiombreggiato; per favorire la radicazione delle talee è fondamentale vaporizzarle frequentemente, in modo da evitare che il terreno dissecchi completamente.
Informazioni aggiuntive
Vaso | 14, 17, 20, 24 |
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